Storia della Corsica
Sito-preistorico-di-filitosa-corsica-del-sud
Storia della Corsica
Antica-citta-di-aleria-alta-corsica
Storia della Corsica
Torra-genovese-di-campo-moro-golfo-di-valinco-corsica-del-sud
Storia della Corsica
Castello-della-punta-ajaccio-corsica-del-sud

Storia della Corsica

Storia della Corsica cronologia dei momenti chiave della storia della Corsica

 

CRONOLOGIA DELLA STORIA CORSA

Il Mesolitico in Corsica (dal -10.000 al-6.000 a.C.)


Alcune tracce di occupazione del territorio corso che risalgono al -7000 a.C. vengono attestate dalla presenza di sepolture e ripari sotto la roccia attualmente riportati alla luce.
Lo scheletro della «Dama di Bonifacio» risale intorno al 6.500 a.C.
Nel 2010, è stata scoperta, non lontano dal sito di Filitosa, una sepoltura che risale al 7.000 a.C., raggruppante otto scheletri umani.

Il Neolitico in Corsica (dal 6.000 al 2.000 a.C.)


4 000 a.C.: L’architettura megalitica caratterizza questo periodo, in cui vengono eretti i primi menhir non antropomorfi.
Gli habitat costituiti da capanne si raggruppano per formare dei villaggi, e si sviluppano l’agricoltura e l’allevamento.

L’età del bronzo in Corsica (dal 2.000 al 700 a.C.)


Grazie alla scoperta del bronzo vengono fabbricati utensili e armi. I villaggi vengono dotati di fortificazioni. Si costruiscono i Casteddi (cinte murarie circolari) e le Torri. Ai menhir si attribuiscono tratti umani e guerrieri: prendono forma le statue menhir.

L’età del ferro in Corsica (700 a.C.)


In Corsica la metallurgia è al suo apice. I villaggi diventano sempre più grandi e se ne costruiscono di nuovi. La popolazione aumenta in tutta l’isola. La Corsica si vede inserita per la prima volta nel circuito commerciale del Mediterraneo e per l’isola della bellezza inizia il periodo dell'antichità.

La Corsica verso il 560 a.C.


I Focei stabiliscono un avamposto commerciale in Corsica. Si tratta di Alalia (attualmente Aleria), che diventerà capitale economica della Corsica per due secoli sotto gli Etruschi, i Cartaginesi, i Fenici e i Romani.

A partire dal 259 a.C. la Corsica diventa romana


Alalia viene romanizzata e assume il suo nome attuale: Aleria. La Corsica e la Sardegna costituiscono una provincia romana.
Seneca viene mandato in esilio nel Capo Corso nel 41 d.C.
Nel III secolo ha inizio la cristianizzazione della Corsica.
Nel 202 d.C., Santa Devota viene martirizzata per ordine di Quinto Gabinio Barbaro.
Le invasioni dei Vandali hanno inizio al principio del V secolo, dopo la caduta dell’impero romano.
Nel corso del V e del VI secolo hanno luogo numerose incursioni bizantine, ostrogote e longobarde.

Il Medioevo in Corsica


Nel 774, Charlemagne restituisce la Corsica al Papa.
I Mori, provenienti dalla Spagna e dal Nord Africa, sbarcano frequentemente sulle coste corse per realizzare delle incursioni.
Di conseguenza, la popolazione corsa si rifugia sulle montagne. Al fine di liberare l’isola dalle invasioni saracene, la Santa Sede decide di inviare un esercito.
Dal 1077 al 1284 la Corsica gode dei benefici della dominazione pisana ed è protagonista di un considerevole sviluppo economico e sociale. L’isola assiste allo sviluppo dell’arte romanica grazie alla costruzione di cappelle e di chiese.
I pisani favoriscono la creazione di un sistema feudale sull’isola;
Giudice de Cinarca (Sinucello della Rocca), signore e capo della Corsica, alleato dei pisani, morirà in una prigione genovese all’età di 91 anni.

La Corsica genovese: dal 1284 al 1768.


La potente repubblica di Genova, incapace di gestire i propri conflitti interni, mostra uno scarso interesse nei confronti della Corsica. In questo periodo, la popolazione è pertanto costretta a subire una situazione di disordine e anarchia.
Nel 1348 la popolazione viene decimata dalla peste nera.
Nel 1358 Sambucucciu d’Alandu guida la rivolta popolare contro i signori corsi.
Per un certo periodo, la Corsica è oggetto delle mire espansionistiche degli Aragonesi. Questi trovano un alleato in Vincentello d’Istria, conte di Corsica, il quale ordinerà la costruzione della cittadella di Corte (1420).
Nel 1453 i Genovesi consegnano per un certo periodo la gestione della Corsica al Banco di San Giorgio, consorzio di finanzieri e commercianti.
Nel 1553, Samperu Corsu de Bastelica, diventa mercenario dell’esercito del re di Francia e sbarca sull’isola con truppe francesi.
Fino al 1559, la Corsica rimane sotto il protettorato francese.
Nell’aprile del 1559, il re di Francia firma il trattato di pace di Cateau-Cambrésis che dispone la restituzione della Corsica ai genovesi, forti dell’appoggio di Charles Quint.
Samperu Corsu continua la guerra contro i genovesi, con numerose vittorie, fino al suo assassinio nel gennaio del 1567.

IL PERIODO CORSO


Nel 1729, un’iniqua tassa genovese provoca l’insurrezione popolare, che porterà all’indipendenza dell'isola.
Vengono istituite delle consulte. Si costituisce un governo corso.
Theodor Stephan von Neuhoff viene eletto re di Corsica per sette mesi (da aprile a novembre del 1736).
Nel 1738 Genova chiede aiuto a Luigi XV e quest’ultimo accoglie la richiesta della città. Il primo intervento francese in Corsica dura fino al 1741.
I Corsi scatenano una nuova rivolta.
Nel 1748, i genovesi, messi alle strette, chiedono di nuovo aiuto ai francesi.

Luglio del 1755:


I corsi proclamano Pasquale Paoli “Generale della Nazione Corsa”.
Ciò segna l’inizio dell’indipendenza della Corsica.

Pasquale Paoli promuove lo sviluppo dell’isola:
-redige la prima costituzione democratica,
-sviluppa l’agricoltura e tenta di ripristinare la giustizia, dileggiata dai genovesi.

Corte diviene capitale dell’isola , e nel 1765 si celebra l’apertura della sua università. Inoltre a Marato la Corsica batte la propria moneta, viene aperta una tipografia, si costruisce il porto di Isola Rossa con una flotta di navi mercantili ecc...

La Corsica indipendente conosce un notevole sviluppo e progresso.

IL PERIODO FRANCESE


Nel 1768 Genova, ormai rovinata dai debiti, vende la Corsica alla Francia.

L’8 maggio del 1769 : le truppe corse subiscono una disfatta contro l’esercito francese a Ponte Nuovo, dopo numerosi giorni di violenti combattimenti nel Capo Corso, nel Nebbiu e presso Castello di Rostino.
Nel giugno del 1769 Pasquale Paoli viene mandato al suo primo esilio.
Nel 1774 le truppe francesi sconfiggono la resistenza dell'isola.
Il nuovissimo governo francese del 1789 proclama la Corsica parte integrante della Francia.
Nel 1790 Pasquale Paoli torna in Corsica e grazie all’aiuto degli Inglesi tenta di riconquistare il potere.
La Costituzione del regno anglo-corso, promulgata nel 1794 risulta di breve durata.
Nel 1796 le truppe francesi occupano nuovamente la Corsica.
Nel 1811viene creato il dipartimento della Corsica.
Nel corso del XIX secolo la Corsica perde il suo splendore.

L’industria regredisce, l’agricoltura si sgretola e il livello di vita subisce un degrado.
Numerosi corsi decidono di partire per il continente ma anche verso le lontane colonie francesi o il continente americano.

La prima guerra mondiale segnerà la fine di una società corsa che si dedica prevalentemente alla pastorizia e all’agricoltura.